Il concetto di cambiamento – Yijing e i 64 esagrammi

Yijing

L’Yijing (I Ching) o Libro dei Mutamenti, conosciuto anche come Zhou Yi o I Mutamenti (della dinastia) Zhou, ritenuto il primo dei testi classici cinesi sin da prima della nascita dell’impero cinese, ha origini difficilmente attribuibili storicamente. La prima vera e integrale traduzione in una lingua europea fu quella in tedesco del grande sinologo Richard Wilhelm che la pubblicò nel 1924 con la prefazione di Carl Gustav Jung.

Gli antichi saggi, osservando la natura, intuirono che nell’universo tutto è in perenne mutamento, tutto nasce, si trasforma, muore. La mutazione, però, è regolata da leggi ben precise quindi il futuro non si sviluppa a caso ma segue tali leggi che, opportunamente interpretate, permettono di predire il corso degli eventi.

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Yijing – I trigrammi

L’Yijing, utilizzato a scopo divinatorio, veniva consultato in origine sottoponendo a calore i gusci delle tartarughe e osservandone le crepe: una risposta positiva era determinata dalla presenza di una linea continua Yang, una risposta negativa era data da una linea spezzata Yin.

La sovrapposizione di due linee dava diverse sfumature nelle risposte:

Gli Otto Trigrammi (Bagua), sono combinazioni triple di Yin e Yang derivate dal concetto antico di Tre Potenze Sāncai 三才:

________ cielo tiān

________ uomo rén

________ terra

ne derivano pertanto otto simboli secondo le diverse disposizioni possibili delle due linee nelle tre posizioni.

Gli Otto trigrammi sono modelli primari dell’esistenza, strutture di base del processo di mutazione.

Nel Taijiquan gli Otto Trigrammi, come abbiamo visto in precedenza, rappresentano gli Otto Cancelli, cioè le otto forze utilizzate nella difesa e nell’attacco.

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Yijing – Gli esagrammi

Gli Otto Trigrammi, sovrapposti a due a due, formano i 64 esagrammi. Ogni coppia di trigrammi possiede un suo tipo di relazione e una sua finalità. L’esagramma che risulta forma un’unità logica con uno specifico significato di trasformazione e sviluppo.

Schematicamente il trigramma inferiore è chiamato trigramma interno mentre quello superiore è detto esterno: il primo rappresenta il fondamento alla base di un fenomeno (ad es. la pietra lanciata nell’acqua) mentre il secondo rappresenta lo sviluppo esterno dell’evento (ad es. le increspature che si formano nell’acqua).

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Da questi 64 esagrammi ha origine quello che i cinesi chiamavano “le diecimila cose” ovvero tutto ciò che esiste.

Oggi la consultazione avviene lanciando tre monete, metodo più veloce e semplice, o mediante la manipolazione di steli di Achillea millefoglie, operazione più lenta e complessa. Dal risultato dei lanci o della manipolazione degli steli si ottiene una linea Yang (intera) o Yin (spezzata), ripetendo l’operazione per sei volte si compone l’esagramma.

Per ogni esagramma vi è una spiegazione accompagnata anche dalla spiegazione delle singole linee. L’interpretazione dell’esagramma, in relazione alla domanda posta, indicherà la possibile evoluzione degli eventi, l’atteggiamento da tenere e le azioni da intraprendere.

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Yijing e Taijiquan

L’Yijing è la prima opera in cui si parla del Taiji: “Il Taiji è la mutazione stessa; la mutazione produce i due principi primi, i due principi primi producono i quattro simboli, i quattro simboli producono gli otto trigrammi”.

Il Taijiquan fu sviluppato a partire dai principi fondamentali dell’Yijing: il trigramma interno rappresenta il proprio stato mentale, quello esterno le condizioni fisiche. Nel Taijiquan gli esagrammi sono associati alle varie posture e ai movimenti, in una continua mutazione e con un ininterrotto alternarsi di Yin e Yang.

Il principio di alternanza fra Yin e Yang può essere applicato sia al movimento esteriore che alle mutazioni interne del corpo e della mente. Ne deriva che è la mente a dirigere il corpo nella pratica di movimenti lenti e continui.

L’idea di praticare il Taiji si forma al primo istante di cambiamento, quando è ancora tutto immobile sia dal punto di vista fisico che mentale. Questo passaggio dall’immobilità alla disponibilità al movimento è detto “andare dal Wuji al Taiji”. Quando la sequenza di Taijiquan inizia, lo Yin e lo Yang emergono in ogni azione.

Solidità e vuoto, sostanzialità e insostanzialità iniziano a separarsi: l’estensione del movimento è Yang mentre la contrazione è Yin, avanti è Yang, indietro è Yin.

Chen Xin, nel suo “Trattato Illustrato del Taijiquan della Famiglia Chen”, ha tratto ampiamente ispirazione dall’Yijing: in particolare ha messo in evidenza come la radice comune tra Yijing e Taijiquan sia la suprema polarità Yin-Yang da cui derivano gli otto trigrammi e le otto direzioni dello spazio e, nel Taijiquan, le otto forze.

Così come l’interpretazione di ogni esagramma risulta dall’interpretazione dei trigrammi in esso contenuti, alla stessa stregua la comprensione di ogni singola tecnica del Taijiquan risulta dall’esame delle tecniche di braccia, di gambe e dalla sua direzione.

Per esempio, se esaminiamo la tecnica Zhŏu dĭ kān quán (pugno sotto il gomito), essa corrisponde all’esagramma ䷜ Kan, cioè “Abisso”, “Abissale”, costituito dalla sovrapposizione di due trigrammi Kan, “Acqua”. Questa sovrapposizione assume il significato di qualcosa che affonda in basso, di pericolo che può essere superato se, come nella tecnica in esame, ci si mantiene focalizzati in un punto per poi fare fluire il qi, cosa che avviene con la tecnica seguente, Dăo juăn gōng (curvare le braccia all’indietro).

Il corpo e la mente si muovono secondo schemi energetici che hanno una relazione con quelli che reggono il movimento nel macrocosmo. L’Yijing descrive, attraverso il linguaggio simbolico degli esagrammi le trasformazioni di questi schemi; nel Taijiquan tali schemi energetici sono i cambiamenti all’interno delle tecniche e dei Taolu (sequenze).

Il passaggio dal nulla al qualcosa e il ritorno di questo qualcosa al nulla è un concetto fondamentale della filosofia taoista e del Taijiquan.

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Vedi anche: Otto Cancelli forze morbide, Otto Cancelli forze dure

Fonte:

Carmela Filosa “Corso Istruttori Taijiquan Chen Xiaojia”, Palermo 2008, policopie

iching.blog

wikipedia.org/wiki/Libro_dei_Mutamenti

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